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Addio a Inge Feltrinelli

20 settembre 2018
Inge Feltrinelli

Di tutti gli aggettivi che nei prossimi giorni verranno spesi per ricordare Inge Feltrinelli, scomparsa nella notte tra il 19 e il 20 settembre, il più calzante potrebbe essere “ubiqua”. Il più adatto e quello che alla fine li comprende tutti.

Inge Feltrinelli era, letteralmente, dappertutto. Festival letterari, saloni del libro, inaugurazioni di librerie – le adorava, e non solo quelle con l’insegna Feltrinelli, ma proprio tutte, ampiamente ricambiata dai librai -, cene con autori, sette dicembre scaligeri, triennali e biennali, scuole per librai. Era ovunque perché interpretava in maniera imperiosa, divertita ed esigente il suo ruolo di grande promotrice, di super PR del libro e di chi i libri li fa li scrive li vende, della letteratura, della cultura, della civiltà. Era curiosa e generosa, pronta a parlare e informarsi con chiunque, premi Nobel e tycoon del libro internazionali come piccoli librai e microeditori purché facessero cose interessanti, a suo agio negli infernali gironi della Buchmesse di Francoforte, a cena con poeti, saggisti e teste coronate o a un tavolo di trattoria con collaboratori e librai.

Bastava vederla all’inaugurazione di una libreria Feltrinelli, nulla le sfuggiva, si entusiasmava per le cose riuscite e non le mandava a dire per quel che non la convinceva in termini di arredi o di assortimento o di esposizione. Al momento dell’apertura, stava sulla porta ad accogliere i primi clienti e si sottoponeva con una insospettabile pazienza agli scatti dei fotografi, alle interviste di giovani praticanti di gazzette minime e localissime con la stessa disponibilità, rispetto e familiarità che avrebbe riservato a un inviato del New York Times.

Esiste un bellissimo documentario intervista, Inge Film, realizzato dalla giornalista Simonetta Fiori in cui Inge Feltrinelli si racconta, racconta la sua vita fin dall’infanzia nella Germania nazista, la sua carriera di fotografa inviata per il mondo, l’incontro e il matrimonio con Giangiacomo Feltrinelli, le difficoltà gravissime affrontate dalla casa editrice tra fine anni Settanta e inizi del decennio Ottanta, l’incontro con i grandi scrittori e pensatori, con gli autori che hanno fatto grande “via Andegari”. Nell’intervista, a sorpresa, si rivela anche una Inge umile, che ammette di non essere un’intellettuale, «sono molto più esigente per questa definizione!» , ma di essersi semmai messa, e questo sì lo rivendica con tutto l’orgoglio, al loro servizio. In un mondo di compiaciute mosche cocchiere, questa confessione è il sigillo della grandezza.

Inge Feltrinelli Poster