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Letture d’estate 3: L’avventura è l’avventura!

24 luglio 2018
Letture d'estate 3: avventura. Photo by Priscilla Du Preez on Unsplash

Si può partire con uno zaino in spalla o con un libro tra le mani. La destinazione è sempre la stessa: l’avventura! Ecco il terzo appuntamento con i nostri consigli di lettura

In ogni lettore si nasconde lo spirito di un vero e proprio esploratore, pronto a sfidare l’ignoto, mettersi in gioco e affrontare le proprie paure, per vivere la più grande avventura della vita. E le vite che si possono vivere attraverso i libri, proprio come le avventure, sono infinite.

Ecco, quindi, una selezione di uscite targate PDE in grado di portarci in luoghi inesplorati, fisici e metaforici, metterci in contatto con culture diverse e insegnarci qualcosa, su gli altri e su noi stessi, che forse ancora non sappiamo.

Toto, non siamo più nel Kansas

Due bambini persi nella foresta e un orso che non ha mai visto un film Disney. La scrittrice canadese Claire Cameron affronta alcune delle paure umane più profonde, come il dolore della perdita e dell’abbandono, in una sconvolgente avventura vissuta attraverso gli occhi ingenui della piccola Anna. Voce narrante de L’orso (SEM), a soli cinque anni si troverà a dover salvare se stessa e il fratellino di tre, in un suggestivo e commovente viaggio di accettazione di un mondo spaventoso, filtrato della fantasia infantile.

Dal fitto bosco canadese allo sconfinato outback australiano. È infatti tutto pronto per il Redex Trial, la gara a la muerte che, partendo da Sydney, circumnaviga il continente in senso antiorario, lungo strade da cui nessuna auto può uscire indenne. Per le più di quattrocento pagine di Molto lontano da casa, il nuovo romanzo di Peter Carey (La Nave di Teseo), viaggeremo, correremo e rischieremo la pelle insieme a Irene Bobs, suo marito Titch e il navigatore Willie. E di chilometro in chilometro, scopriremo una famiglia e i suoi inconfessabili segreti, ma anche le radici culturali di un’Australia aborigena sconosciuta, terra delle Vie dei Canti e del Tempo del Sogno.

Un post western, un thriller, una storia di famiglia. Le dodici vite di Samuel Hawley (Nutrimenti) è tante cose, ma soprattutto un’avventura che ci porterà in un’America brutale, con la sensibilità di un racconto di formazione. Protagonisti di questo romanzo di Hannah Tinti sono Samuel Hawley, ex criminale segnato da dodici cicatrici che rappresentano dodici errori della sua vita, e la figlia adolescente Loo. Con loro gireremo il paese in lungo e in largo, fino a fermarci in Massachusetts, dove i due proveranno a lasciarsi alle spalle il passato e a esplorare il profondo ma complesso legame padre-figlia.

Là dove nessun uomo è mai giunto prima

Sapete quale avventuriero ha ispirato la figura di Indiana Jones? Hiram Bingham, l’esploratore americano che nel 1911 rivendicò la scoperta di Machu Picchu. In realtà, le cose non sembrano essere andate proprio così. Sabrina Janesch, nel romanzo La città d’oro (Neri Pozza), racconta come sia stato l’imprenditore tedesco Augusto R. Berns a scoprire la famosa cittadella Inca nascosta tra le nuvole, ben quarant’anni prima di Bingham. La scrittrice, sulla base di una ricca documentazione storica, ci accompagna in un rocambolesca impresa dal sapore esotico, dalla Germania fino al Perù, alla ricerca della mitica El Dorado.

Un altro viaggio, un altro tipo di “pioniere”. Con Redenzione (La Nuova Frontiera, ne avevamo parlato parliamo QUI) di Paco Ignacio Taibo II si torna al XX secolo. Luciano Dorantes, al secolo Lucio Doria, è un anarchico napoletano arrivato in Messico insieme a un gruppo di esuli italiani, spacciandosi per colono e dando vita a una comune di nudisti libertari. Ora, dopo ottant’anni passati a Veracruz, Lucio è pronto a raccontare una storia che potrà finire solo a Napoli, dove tutto è iniziato.

La città delle spine (Francesco Brioschi Editore, QUI la nostra intervista all’autore) non è certamente un libro d’avventura. Tuttavia, il potente reportage di Ben Rawlence, intenso e coinvolgente come e più di un romanzo, sarà in grado di portarci per qualche giorno a Dadaab, il più grande campo profughi del mondo, e farci vivere, soffrire, sognare e amare insieme alle nove persone al centro del racconto di Rawlence. Nove vite, è sempre bene ricordarlo, che avrebbero potuto essere la nostra.