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Alpha Test, la casa editrice che apre le porte dell’Università e non solo

12 luglio 2018
Intervista a Renato Sironi di Alpha Test

Abbiamo intervistato Renato Sironi, socio fondatore di Alpha Test, una delle più importanti case editrici nel campo dell’orientamento e della formazione

Arriva l’estate, finiscono le scuole, si spengono anche gli ultimi “brividi caldi” da maturità. Tra una crema solare e un paio di havaianas, il rito di fine liceo prevede anche l’acquisto dell’alphatest, termine antonomastico per libro di preparazione al test di ammissione all’università. Alpha Test in realtà è un marchio editoriale, talmente affermato da aver dato il nome all’intera categoria. D’altra parte se ogni cento kit per i test venduti, ottanta portano quella sigla in copertina, diventare un’antonomasia è un soffio.

La prima domanda è più una constatazione con un punto interrogativo: per diventare leader di mercato con una quota dell’80 per cento non basta essere dei “bravi editori”? Renato Sironi ride e conferma:

Forse non basta no. Essere arrivati per primi aiuta molto, e poi bisogna conoscere a menadito il prodotto in ogni suo passaggio, a partire proprio dalla scrittura, e nel nostro caso, quello della formazione, bisogna nutrire una sincera vocazione per la didattica. Ossia, e mi spiego, trent’anni fa siamo nati organizzando un piccolo corso di preparazione ai test di ammissione che iniziavano giusto allora a essere richiesti per l’ingresso in alcune università. Da subito la Bocconi e immediatamente dopo Odontoiatria e Medicina. All’epoca, a differenza di oggi, le università non comunicavano nulla, veniva esposta la data dei test di ammissione e i candidati si presentavano senza avere idea di quel che gli sarebbe stato chiesto. Ero riuscito un po’ miracolosamente a recuperare qualche domanda del test dell’anno precedente, e siccome a mio fratello e a me piaceva la didattica, per tutti gli anni di università ci eravamo mantenuti con le ripetizioni, abbiamo pensato di farne un corso. La cosa funzionò e così ci siamo attrezzati per estendere i corsi  ad altre facoltà con test d’ingresso e crescere in altre città oltre a Milano.

Quindi la vocazione originaria non è l’editoria.

Un’attività paraeditoriale c’è sempre stata: all’inizio affiancavamo i corsi con dispense molto artigianali, realizzate letteralmente con forbici e colla, d’altra parte all’epoca non esistevano ancora né i computer né i programmi di video-impaginazione. Nel ’93 ci siamo detti che avremmo potuto realizzare un libro vero e proprio. Ne abbiamo ragionato con Hoepli, che ha accettato di pubblicarci. E siamo diventati autori. Fu da subito un successo, al punto che decidemmo di affiancare all’attività dei corsi anche quella editoriale, ritrovandoci editori di noi stessi».

Dopodiché?

Dopodiché siamo diventati il primo editore nel campo dei test per l’università con l’80 per cento del mercato, che probabilmente sale al 90 per cento se ci mettiamo anche le vendite dirette sviluppate dal nostro sito. Con più di 100 novità all’anno, un fatturato di oltre 15 milioni di euro e rese sotto il 20 per cento, Alpha Test è ora il quindicesimo gruppo editoriale in Italia per volumi di vendita e tra i primi editori in Italia per volumi di fatturato generato dalla vendita diretta su e-commerce proprietario. Vendiamo molto direttamente, non perché facciamo sconti – il nostro sconto medio è inferiore al 15 per cento – ma per la pura forza del marchio: il pubblico ci ritiene un punto di riferimento e si indirizza naturalmente verso i nostri libri.

I corsi continuano?

Certo. Nati dai corsi, i libri non solo non hanno ucciso i corsi, ma li hanno sostenuti, e viceversa. D’altronde, la motivazione a seguire un corso è forte nei casi di selezione molto severa, diciamo ancora Medicina, Odontoiatria, la Bocconi, per la gran parte delle altre facoltà il libro risulta più che sufficiente.

Come si mantiene il primato?

«Non rilassandosi mai. Realizzando ogni due anni nuove edizioni che siano reali novità, non ristampe con una copertina diversa. Monitorando da presso le istituzioni per essere pronti a recepire e seguire le novità. E poi interloquendo quotidianamente con il pubblico, per capirne evoluzione ed esigenze. I corsi sono utilissimi in questo ambito, così come il continuo dialogo sviluppato sul sito e i social. Per dire: ogni anno ci sono sessantamila candidati per medicina; il giorno del test ufficiale registriamo cinquantasettemila ingressi sul nostro sito, di studenti che cercano di sapere come è andata la loro prova. “Alpha Test” è sinonimo di “test di ammissione” tout court: in qualche modo ci confondono con l’istituzione, con il Ministero! Del resto, ogni anno organizziamo centinaia di incontri in cui diamo informazioni e realizziamo simulazioni di test per gli studenti. Queste iniziative si svolgono a scuola e in libreria. Se un libraio ha una sala in grado di ospitare una cinquantina di persone e la capacità di comunicare un’iniziativa, ci contatti pure, abbiamo bisogno di librerie capaci di svolgere un ruolo attivo. E forse loro hanno bisogno di noi…

Alpha Test non è più solo manuali per i test di ammissione all’Università.

Certo che no. Negli anni si sono aggiunti altri filoni, sempre a partire dal mondo dei test. Molto presto ci siamo rivolti ai concorsi, con grandi successi, penso ai libri di preparazione ai corsi di infermiere, o a quello per affrontare l’esame da consulente finanziario, utilizzatissimo anche nella formazione aziendale. Ma penso anche ai concorsi del pubblico, dall’Inps all’Agenzia delle Entrate. In questo ambito è successo che dopo anni di blocco delle assunzioni nel pubblico, ora a ogni bando si trovano a gestire decine di migliaia di candidati. Quindi diventano inevitabili i test, almeno per la preselezione. Un altro settore in cui abbiamo posizioni di preminenza è quello dell’orientamento agli studi. Per poter affrontare questo mondo con la serietà che merita, non ho esitato a iscrivermi a uno dei pochi master autorizzati sul tema, in Cattolica. D’altronde, la filosofia è un po’ quella di accompagnare la carriera di un giovane dalle medie superiori fino all’ingresso nel mondo del lavoro.

Medie superiori?

Sì. Non solo abbiamo lanciato anni fa un kit per la preparazione della maturità che ci ha dato e continua a darci notevoli soddisfazioni, ma abbiamo varato Gli Spilli, in pratica una declinazione moderna, aggiornata e funzionale dei vecchi Bigini, con l’impegno a coprire tutte le materie di studio e un approccio che vuole far derivare la teoria dalla pratica.

Salendo ai diciottenni, è l’età dei beneficiati dalla 18 App.

Settanta per cento dei bonus riscattati in libri, questo è il dato importante. Noi siamo stati i primi ad accreditarci e a organizzare una campagna in tutte le scuole e sul nostro sito per informare i ragazzi della possibilità di comprare “gli Alpha Test” con la 18 App. Abbiamo avuto un momento di preoccupazione per le esternazioni del neoministro della cultura, ma sembra tutto rientrato, con sollievo non solo nostro.

Da un certo momento in poi siete entrati anche nella varia.

Sì, nel 2002 abbiamo dato vita alla sigla Sironi. Gli esordi del nuovo marchio sono stati sotto il segno della narrativa, con alcuni esordi abbastanza stupefacenti: da Tullio Avoledo con L’elenco telefonico di Atlantide a Leonardo Colombati e il suo Perceber a don Luisito Bianchi e La messa dell’uomo disarmato, ma anche con un memoir di grande e necessario successo come Qualunque cosa succeda, di Umberto Ambrosoli. In questi ultimi anni ci siamo rivolti più alla saggistica, con un’attenzione primaria alla divulgazione scientifica».

Torniamo però ai test per l’università. La stagionalità è un vantaggio o un peso?

La verità è che la stagionalità non esiste più. Una volta, è vero, noi lavoravamo solo d’estate: lo studente sosteneva la maturità e poi studiava per i test a settembre. Da un certo momento in poi, però, i test hanno cominciato a diventare più selettivi e gli studenti hanno giocoforza iniziato a prepararsi molto prima della fine della quinta, quando non addirittura dalla quarta. Noi ce ne siamo accorti, anche perché con le vendite sul sito sappiamo in anticipo cosa succederà in libreria. Quando abbiamo lanciato alcune uscite in gennaio, nessun libraio ci ha creduto, col risultato che a febbraio tutti ci chiedevano di riassortire. Ora i mesi di maggior vendita sono dicembre e gennaio, mesi che prima erano di rese».

Innovazione continua e costanza di impegno. E’ questo alla fine il segreto di Alpha Test?

Non vorrei dimenticare che una delle forze di Alpha Test è data dalle persone che ci lavorano. Siamo una quarantina e non abbiamo mai affidato all’esterno la selezione del personale. È così che siamo sempre riusciti a individuare collaboratori molto capaci. Non fa eccezione rispetto a questa fortuna chi negli ultimi anni ha ricoperto il ruolo di responsabile commerciale. L’ultimo è Giovanni Sammicheli, che gestisce il rapporto con le librerie, con la distribuzione (Messaggerie) e con la promozione (PDE). E lo stesso valeva per Riccardo Bacigalupo prima di lui. La relazione con le persone dentro e fuori della casa editrice è fondamentale. Entrambi hanno dimostrato molta sensibilità, una grande conoscenza del mercato e una risolutiva capacità di affrontare i problemi.

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