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Storie di donne scritte da donne per celebrare l’8 marzo

8 marzo 2018
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Nella Giornata Internazionale della Donna, dedicata alla celebrazione delle lotte e le conquiste per arrivare alla parità di genere, quattro consigli di lettura per celebrare la forza delle donne in tutte le sue sfumature

Siamo abituati a chiamarla “Festa della donna”, ma la verità è che quella dell’8 marzo non è una solo celebrazione, ma un monito. Una data dalla forte valenza politica e sociale, un giorno per rievocare le lotte e le conquiste del passato, rivendicarle con forza, senza mai dimenticare le discriminazioni e le violenze delle quali le donne sono oggetto ancora oggi, in tutto il mondo.

Ricordare tutto questo non è solo doveroso, ma necessario, sopratutto nell’anno in cui la questione delle discriminazioni di genere si è conquistata una visibilità mediatica senza precedenti, con iniziative come Time’s Up e campagne come #metoo e #quellavoltache, quest’ultima lanciata in Italia dalla blogger e scrittrice Giulia Blasi.

Così, per onorare lo spirito della Giornata Internazionale della Donna, abbiamo deciso di parlarvi di alcuni  libri usciti da poco o di prossima pubblicazione: storie di donne scritte da donne, in cui la grande forza del genere femminile viene declinata in tutte le sue sfumature.

Suvashun di Simin Dāneshvar, Francesco Brioschi Editore

Shiraz, Iran, Seconda guerra mondiale. Zari è una donna felice e colta. Ha studiato in un collegio di missionari inglesi, ha una bella casa ed è circondata dall’amore del marito Yusuf e dei suoi tre figli. Zari, però, si sente inerme di fronte alle numerose ingiustizie che affliggono il suo paese. Quando Shiraz viene invasa da numerose forze avverse, sia truppe occidentali che vogliono sfruttarne la posizione strategica, sia altre importanti tribù locali, Yusuf decide di opporre resistenza contro gli occupanti, mostrandosi ostile anche alla corruzione e all’opportunismo di alcuni suoi connazionali. Zari sarà combattuta tra il desiderio di condividere gli ideali del marito e l’ansia che questi possano trascinare la sua famiglia e il suo nido felice in disgrazia.

Simin Dāneshvar ci regala un grandioso affresco dell’Iran e in particolare di Shiraz, città natale dell’autrice, luogo pregno di storia e di simboli per gli iraniani. Suvashun è stato il primo romanzo scritto da una donna iraniana, un capolavoro che ha ottenuto un grandioso successo non solo in Iran, dove viene tuttora venduto in migliaia di copie, ma anche all’estero, dove è stato tradotto in 15 lingue, tra cui l’inglese, il tedesco e lo spagnolo. Oggi, per uno strano caso del destino, ricorre anche l’anniversario della morte dell’autrice, venuta a mancare a Teheran l’8 marzo 2012.

Suvashun di Simin Daneshvar, Francesco Brioschi Editore
Suvashun di Simin Daneshvar, Francesco Brioschi Editore

Il grande marinaio di Catherine Poulain, Beat Edizioni (Neri Pozza)

Manosque-les-Plateaux, Sud della Francia. In una notte di febbraio, Lili riempie un piccolo zaino e decide di imbarcarsi su un peschereccio diretto in Alaska, per «non morire più di infelicità, di noia, di birra». Sulla Rebel, la barca, che accoglie Lili nel suo equipaggio, si imbarca un giorno Jude, «il grande marinaio», un veterano della pesca con il palamito. Jude è un uomo dal fascino magnetico e dal passato traumatico e innamorarsi di lui, per Lili, significherebbe infatti rinunciare alla vita nomade e libera che si è ripromessa di non tradire mai.

Catherine Poulain ci regala un coinvolgente romanzo d’avventura e, allo stesso tempo, una grande storia di ricerca esistenziale. La scrittrice ha vissuto un’esperienza molto simile a quella della sua protagonista, lavorando per 10 anni su navi da pesca in quell’Alaska che rivive così vividamente nelle pagine de Il grande marinaio.

Il grande marinaio di Catherine Poulain, Beat (Neri Pozza)
Il grande marinaio di Catherine Poulain, Beat (Neri Pozza)

Belle forti. Ragazze che vogliono essere se stesse di Kate T. Parker, il Castoro

Ragazze senza paura, buffe, selvagge, testarde e orgogliose. Ragazze dai volti sporchi di fango e illuminati dalla gioia in scatti spontanei, che ne catturano vitalità e bellezza. Belle forti. Ragazze che vogliono essere se stesse celebra, attraverso più di 175 fotografie, la forza e lo spirito di ragazze che sono loro stesse, non quello che la società impone loro di essere. Un messaggio potente sia per i giovani che per genitori ed educatori.

L’autrice di questo bellissimo libro fotografico, Kate T. Parker è una madre, moglie, ex-calciatrice, Ironman e fotografa professionista. Belle forti. Ragazze che vogliono essere se stesse ( in originale Strong is the New Pretty) ha ispirato Kate a espandere il progetto, collaborando con organizzazioni come Girls on the Run e The Bully Project, che investono nella salute e nell’educazione delle ragazze.

Belle forti. Ragazze che vogliono essere se stesse di Kate T. Parker, il Castoro
Belle forti. Ragazze che vogliono essere se stesse di Kate T. Parker, il Castoro

Non sarò mai la brava moglie di nessuno di Nadia Busato, SEM

Evelyn McHale aveva 23 anni quando decise di salire fino alla terrazza panoramica dell’ottantaseiesimo piano dell’Empire State Building, il grattacielo simbolo di New York, e lanciarsi nel vuoto. Un giovane e sconosciuto fotografo, dopo pochi istanti dal lancio, scattò una fotografia del suo cadavere, miracolosamente intatto e bellissimo. L’immagine diventò una delle più celebri e potenti mai pubblicate da LIFE Magazine, influenzando, in seguito, Andy Warhol e l’arte delle avanguardie pop. Dietro l’immagine, però, si nasconde la storia di una vita interna, affascinante e misteriosa, come e forse più di un romanzo.

Nadia Busato  lavora nella comunicazione, collabora con Grazia e con il corriere della Sera, scrive per il teatro, la radio e il cinema. Dopo anni di ricerche e interviste, è riuscita a ricostruire la vera storia di Evelyn McHale. Oggi, la racconta in un libro dal titolo emblematico: Non sarò mai la brava moglie di nessuno, in uscita il 22 marzo.

Non sarò mai la brava moglie di nessuno di Nadia Busato, SEM
Non sarò mai la brava moglie di nessuno di Nadia Busato, SEM